PRC: SOLIDARIETA’ ALLA FAMIGLIA DI LULA DA SILVA

Poche ore fa, la famiglia Lula da Silva ha annunciato la morte della compagna Marisa Letícia Rocco Casa, moglie del Presidente Luiz Inácio Lula da Silva. L’ex “prima dama” era ricoverata in un ospedale di San Paolo, vittima di un ictus emorragico che l’aveva colpita qualche giorno fa.

“Dona Marisa”, come era chiamata affettuosamente, a 13 anni entrò a lavorare come operaia in una fabbrica di cioccolato. Negli anni ’70 collaborò con il Sindacato metalmeccanici dell’ABC paulista dove conobbe Lula. Nella decade degli ’80, è stata alla testa della mobilitazione delle donne contro la criminalizzazione dei sindacalisti arrestati dalla dittatura, grazie ad una magistratura complice. Nel 1980 tagliò e cucì la prima bandiera del Partito dei Lavoratori (PT), fatta a mano in casa. Ha accompagnato il Presidente Lula per più di 40 anni ed è stata “prima dama” dal 2003 al 2010. La sua famiglia era originaria di Palazzago (Bergamo) e lei aveva mantenuto la doppia cittadinanza, tramandandola anche a due figli.

La scomparsa di Dona Marisa va messa in conto al giudice Moro, a mass media perversi (con in testa il gruppo “O Globo”), ed ai traditori golpisti. Non si è trattato di una morte “naturale”, ma di un assassinio, di un “ictus politico”.

Negli ultimi anni infatti, Dona Marisa è stata sottoposta ad una enorme pressione, con la persecuzione nei confronti del marito, dei figli e di lei stessa. Per ordine del giudice Moro, la polizia federale invase la casa di Marisa e Lula all’alba del 4 marzo 2016, li tirò giù dal letto e rovistò il materasso in cui dormivano fino a poco prima. Cercavano dollari, armi, oro di Mosca, droga ? Solo l’immediata reazione popolare impedì che Lula fosse portato in carcere come un delinquente. Un bombardamento contro ciò che amava, che l’ha profondamente ferita, ma che ha affrontato a testa alta, nonostante fosse bersaglio di un codardo e mortifero attacco di chi voleva colpire Lula.

Dona Marisa è stata accusata di avere comprato un appartamento che non ha comprato e di avere un cascinale che non possiede. I suoi figli sono accusati di essere più ricchi dei figli dei veri corrotti, gli stessi che hanno dato il golpe contro la Presidente Dilma. Accuse fatte da individui senza neppure un grammo della loro dignità, rapaci nostalgici della dittatura, intrisi di odio di classe.

Il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea porge le proprie condoglianze ed invia un abbraccio fraterno a Lula, alla sua famiglia, al PT, a tutta la sinistra ed al popolo brasiliano.

Che la terra ti sia lieve compagna Marisa Letícia !

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA

Roma 2-2-2016

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